Fauna

Occhiocotto
La componente faunistica è in linea con quella presente in generale sui Peloritani e con un pò di pazienza, silenzio e rispetto dell'habitat è possibile imbattersi in alcune delle tante specie che popolano gli ambienti visitati sul percorso.
Facili da osservare sono i rettili e gli anfibi. Uno dei primi incontri sarà certamente con la Lucertola campestre (Podarcis sicula), facile da osservare in qualunque tipo di habitat, purché le condizioni climatiche siano discrete. Meno comune il Ramarro (Lacerta bilineata), diffuso su quasi tutto il sentiero, ma di indole particolarmente schiva. Come la Lucertola campestre frequenta i muretti a secco e i perimetri dei vari habitat, così come il timido Gongilo (Chalcides ocellatus) ed il Geco comune (Tarentola mauritanica), tendenzialmente crepuscolare/notturno, ma facilmente osservabile pure di giorno mentre si scalda al sole. Il Geco verrucoso (Hemidactylus turcicus) è invece più strettamente crepuscolare e sensibilmente meno comune rispetto al suo parente, trascorre buona parte del giorno nascosto tra le crepe dei muretti a secco. La Luscengola (Chalcides chalcides), imparentata con il Gongilo, sul sentiero non è particolarmente diffusa. Frequenta solo ampi spazi aperti come praterie e garighe, dove non deve mancare vegetazione e qualche sasso. Sul Sentiero è comunque certamente presente tra la Galleria di Postoleone e le Gole Cardà e nei dintorni di Gallodoro.
Tra i serpenti il Biacco melanico (Hierophis viridiflavus var. carbonarius) – da noi chiamato scurzuni - è il più ampiamente diffuso, su tutto il tratto e in tutti gli ambienti. Più schivo e silenzioso è il Saettone occhirossi (Zamenis lineatus). Di ambiente acquatico è la Natrice dal collare sicula (Natrix natrix sicula), riscontrabile nelle fiumare (in particolar modo quella di Cardà) e nelle zone umide confinanti. Raro e molto schivo è il Colubro liscio (Coronella austriaca), specie con abitudini mattutine o crepuscolari. Sul sentiero è stata osservata sul Monte Veneretta, sulle colline sopra Gallodoro ed in Contrada Saracena, ma non si esclude la sua presenza anche in altri settori.
Gli anfibi più visibili negli ambienti ripariali e glareicoli del territorio sono il Rospo comune (Bufo bufo), il Discoglosso dipinto (Discoglossus pictus), specie di interesse comunitario.
Nelle fiumare vive anche il Granchio di Fiume (Potamon fluviatilis) abituato a muoversi furtivo tra i sassi dei letti dei torrenti.
Più difficile osservare sono i mammiferi, anche se comuni. Dell'istrice (Hystrix cristata) è facile rinvenire gli aculei sparsi sul terreno. Sono frequenti il Coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus), diffusa ovunque sul sentiero, il Riccio comune (Erinaceus europeaus), mammifero notturno, il Ratto nero (Rattus rattus), il Topo selvatico (Apodemus sylvaticus), la Volpe rossa (Vulpes vulpes), notturna, e la Donnola (Mustela nivalis), nel nostro dialetto detta paddottula.
Numerosi sono gli uccelli, stanziali o di passaggio durante i flussi migratori. Ecco un elenco di quelle più comuni:
(nota: SB = sedentario nidificante; M = migratrice; W = svernante; reg = regolare)
Facili da osservare sono i rettili e gli anfibi. Uno dei primi incontri sarà certamente con la Lucertola campestre (Podarcis sicula), facile da osservare in qualunque tipo di habitat, purché le condizioni climatiche siano discrete. Meno comune il Ramarro (Lacerta bilineata), diffuso su quasi tutto il sentiero, ma di indole particolarmente schiva. Come la Lucertola campestre frequenta i muretti a secco e i perimetri dei vari habitat, così come il timido Gongilo (Chalcides ocellatus) ed il Geco comune (Tarentola mauritanica), tendenzialmente crepuscolare/notturno, ma facilmente osservabile pure di giorno mentre si scalda al sole. Il Geco verrucoso (Hemidactylus turcicus) è invece più strettamente crepuscolare e sensibilmente meno comune rispetto al suo parente, trascorre buona parte del giorno nascosto tra le crepe dei muretti a secco. La Luscengola (Chalcides chalcides), imparentata con il Gongilo, sul sentiero non è particolarmente diffusa. Frequenta solo ampi spazi aperti come praterie e garighe, dove non deve mancare vegetazione e qualche sasso. Sul Sentiero è comunque certamente presente tra la Galleria di Postoleone e le Gole Cardà e nei dintorni di Gallodoro.
Tra i serpenti il Biacco melanico (Hierophis viridiflavus var. carbonarius) – da noi chiamato scurzuni - è il più ampiamente diffuso, su tutto il tratto e in tutti gli ambienti. Più schivo e silenzioso è il Saettone occhirossi (Zamenis lineatus). Di ambiente acquatico è la Natrice dal collare sicula (Natrix natrix sicula), riscontrabile nelle fiumare (in particolar modo quella di Cardà) e nelle zone umide confinanti. Raro e molto schivo è il Colubro liscio (Coronella austriaca), specie con abitudini mattutine o crepuscolari. Sul sentiero è stata osservata sul Monte Veneretta, sulle colline sopra Gallodoro ed in Contrada Saracena, ma non si esclude la sua presenza anche in altri settori.
Gli anfibi più visibili negli ambienti ripariali e glareicoli del territorio sono il Rospo comune (Bufo bufo), il Discoglosso dipinto (Discoglossus pictus), specie di interesse comunitario.
Nelle fiumare vive anche il Granchio di Fiume (Potamon fluviatilis) abituato a muoversi furtivo tra i sassi dei letti dei torrenti.
Più difficile osservare sono i mammiferi, anche se comuni. Dell'istrice (Hystrix cristata) è facile rinvenire gli aculei sparsi sul terreno. Sono frequenti il Coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus), diffusa ovunque sul sentiero, il Riccio comune (Erinaceus europeaus), mammifero notturno, il Ratto nero (Rattus rattus), il Topo selvatico (Apodemus sylvaticus), la Volpe rossa (Vulpes vulpes), notturna, e la Donnola (Mustela nivalis), nel nostro dialetto detta paddottula.
Numerosi sono gli uccelli, stanziali o di passaggio durante i flussi migratori. Ecco un elenco di quelle più comuni:
(nota: SB = sedentario nidificante; M = migratrice; W = svernante; reg = regolare)
Balestruccio (Delichon urbica) M reg, SB
Ballerina bianca (Motacilla alba)
Barbagianni (Tyto alba) SB – in dialetto striula
Cardellino (Carduelis carduelis) SB, M reg, W
Cinciallegra (Parus major) SB
Cinciarella (Parus caeruleus) SB
Civetta (Athene noctua) SB
Colombaccio (Columba palumbus) SB, W
Cornacchia grigia (Corvus corone cornix) SB
Cutrettola (Motacilla flava) M reg
Falco Pellegrino (Falco peregrinus) SB
Fanello (Carduelis cannabina) SB, M reg, W
Fringuello (Fringilla coelebs) M reg, W, SB
Ballerina bianca (Motacilla alba)
Barbagianni (Tyto alba) SB – in dialetto striula
Cardellino (Carduelis carduelis) SB, M reg, W
Cinciallegra (Parus major) SB
Cinciarella (Parus caeruleus) SB
Civetta (Athene noctua) SB
Colombaccio (Columba palumbus) SB, W
Cornacchia grigia (Corvus corone cornix) SB
Cutrettola (Motacilla flava) M reg
Falco Pellegrino (Falco peregrinus) SB
Fanello (Carduelis cannabina) SB, M reg, W
Fringuello (Fringilla coelebs) M reg, W, SB
Gazza (Pica pica) SB – in dialetto carcarazza
Gheppio (Falco tinnunculus) SB, M reg – in dialetto cacciaventu
Ghiandaia (Garrulus glandarius) SB – in dialetto vadaruni
Merlo (Turdus merula) SB, W
Occhiocotto (Sylvia melanocephala) SB, M reg
Passera sarda (Passer hispaniolensis) SB
Pettirosso (Erithacus rubecula) W, M reg, SB
Poiana (Buteo buteo) SB, M reg, W
Rondine (Hirundo rustica) M reg
Scricciolo (Troglodytes troglodytes) SB
Taccola (Corvus monedula) (“ciaula”)
Verzellino (Serinus serinus) SB, M reg, W
Gheppio (Falco tinnunculus) SB, M reg – in dialetto cacciaventu
Ghiandaia (Garrulus glandarius) SB – in dialetto vadaruni
Merlo (Turdus merula) SB, W
Occhiocotto (Sylvia melanocephala) SB, M reg
Passera sarda (Passer hispaniolensis) SB
Pettirosso (Erithacus rubecula) W, M reg, SB
Poiana (Buteo buteo) SB, M reg, W
Rondine (Hirundo rustica) M reg
Scricciolo (Troglodytes troglodytes) SB
Taccola (Corvus monedula) (“ciaula”)
Verzellino (Serinus serinus) SB, M reg, W
(sezione a cura di Caterina Allegra e Carmelo Batti)